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Strumento per la misura


particolari della lavorazione

 

 

LABORATORIO

Siamo convinti che il piacere di calzare una bella scarpa risiede principalmente nella consapevolezza che essa è frutto di grandissima abilità unita ad altrettanto grande pazienza, il tutto con­dito con gusto, senso delle proporzioni, conoscen­za dei materiali, sensibilità al colore. Tra i manufatti dell'abbigliamen­to, la costruzione di una scarpa è quella che esige il maggior nu­mero di ore di lavorazione: circa trentatre con­tro le nove impiegate per una camicia. È stato calcolato che sono circa duecento le operazioni che si compiono dal momento in cui si scelgono le pelli a quello in cui, accuratamente avvolte in un foglio di carta, le scarpe vengono deposte in una scatola. Impossibile elencarle tutte; ma vi sono alcuni "punti chiave" di questa costruzione che varrebbe la pena di conoscere proprio per meglio apprezzare il risultato, quello che portiamo ai piedi.

A voler essere concisi, si potrebbe dire che la scarpa è l'assemblaggio della tomaia con il fondo, modellati e tagliati su una forma, ma questa brutale definizione non rende giustizia alla perizia e al lungo lavoro del calzolaio, né alla somma delle operazioni necessarie, nell'industria ripartite su decine di persone e di macchine.

LA FORMA

La storia della scarpa su commissione inizia dalle misure del piede. La mappa della costruzione può aiutare nella comprensione dei processi costruttivi.

  • LE MISURE: Fatto appoggiare il piede del cliente su un foglio di carta, il calzolaio ne traccia con la matita il contorno e poi segna: la lunghezza; la circonferenza, calcolata nel punto di massima larghezza della pianta; la circonferenza del sottocollo, cioè la parte più stretta del piede; la circonferenza del collo, cioè la parte più alta del piede, corrispondente all'arcatura (più il piede è arcuato, più il collo è alto); la passata o entrata, misurata partendo col centimetro dalla linea mediana che idealmente divide la faccia anteriore del piede, passando attorno alla base del tallone, fino a raggiungere di nuovo tale linea.
  • LA COSTRUZIONE DELLA FORMA: Presa una forma standard di legno, l'artigiano la appoggia sul disegno e comincia a segnare le differenze. Serven­dosi di pezzi di cuoio, raspa e sgorbia, apporta le prime modifiche che la diversa conformazione del piede rende necessarie, applicando e togliendo qua e là in modo da avvicinarsi sempre più alle misure reali. Con l'aiuto di carta vetrata e saponaria, rifinisce la forma, la liscia, la leviga, fino a farla diventare la copia esatta del piede del cliente, imperfezioni comprese. Nell'industria, naturalmente, questa fase non esiste, poiché il processo di costruzione parte direttamente da una forma standard.

LA TOMAIA

La tomaia è costituita dalla mascherina, che copre la parte anteriore del piede, e dai gambetti (o quartini), che abbracciano i calcagni. Sulla mascherina si può distinguere la punta, sui gambetti lo sperone; entrambi sono sempre soprammessi.

  • IL MODELLO IN CARTA : Sulle misure della forma personalizzata il maestro calzolaio prepara un modello in carta della tomaia, che gli servirà poi per tagliare la pelle.
  • IL TAGLIO DELLA PELLE: Servendosi di uno strumen­to apposito, il trincetto, e utilizzando il modello di carta, procede quindi al taglio delle varie parti della tomaia e delle fodere relative.

    Particolare del taglio della pelle.

  • LA GIUNTATURA: È un insieme di operazioni assai delicate per assemblare e cucire le varie parti della tomaia. Dopo la scarnitura, che consiste nell'assottigliare la pelle nei punti in cui verranno eseguite le cuciture, così da non danneggiare il piede con un eccessivo spessore di cuoio, l'artigiano riunisce i vari pezzi della tomaia e li cuce l'uno all'altro e alla fodera, per poi passare alle cuciture ornamentali e alle rifiniture degli orli con un bordino ripiegato.
  • LA PREMONTATURA: La scarpa viene provvisoriamente montata e fissata sulla forma con una serie di chiodini: è la verifica dell'artista, una messa a punto prima procedere.

IL FONDO

È costituito dalla suola, il sottopiede, la spianatura, il sottile strato di pelle o sughero tra essi interposto, il guardolo, il cambrione, i sottotacchi, i soprattacchi.

  • LA PREPARAZIONE: Le suole, ritagliate dal groppone, che rappresenta la parte migliore di una schiappa, il cui spessore è di almeno 4-5 mm, dopo essere state immerse per 12 ore nell'acqua in modo da far dilatare i pori e poi lasciate ad asciugare parzialmente, devono venir battute con un martello, a lungo e con energia, perché risultino più compatte e più morbide.

LE OPERAZIONI DI MONTAGGIO

Inizia a questo punto l'assemblaggio della tomaia con il fondo.

  • LA MONTATURA: È l'operazione vera e propria di assestamento della tomaia sulla forma, dove è già stato puntato e sagomato il sottopiede di cuoio. Tra fodera e tomaia vengono inseriti il rinforzo anteriore (cappellotto) e quello posteriore (contrafforte). La scarpa viene lasciata così per alcuni giorni, durante i quali il cuoio si tira, si tende, respira e si modifica a seconda della temperatura e dell'umidità dell'ambiente.

    Particolare del lavoro di rifinitura.

  • LA SUOLETTATURA: E l'affrancatura definitiva della tomaia sulla base della scarpa per mezzo di un centinaio di minuscoli chiodini, i groppini, distribuiti lungo tutto il profilo del piede. Seguono l'inserimento del cambrione nella parte più stretta del sottopiede, tra il tacco e la pianta.
  • LA CUCITURA DEL GUARDOLO: Il guardolo è una striscia di cuoio morbido, accuratamente lavorato, dello spessore di 2,5 mm e di 15 mm di larghezza. Ha la funzione di reggere le cuciture che lo uniscono da una parte a tomaia e sottopiede, dall'altra alla suola, garantendo una perfetta impermeabilità e la possibilità di ulteriori suolature. Aiutandosi con una lesina e una setola di cinghiale che funge da ago, l'artigiano fissa il guardolo al sottopiede. Man mano che il lavoro avanza, elimina progressivamente i grappini messi in precedenza.
  • L'APPLICAZIONE DELLA SUOLA: Dopo aver spalmato il sottopiede con una colla di caucciù lungo il bordo esterno, il calzolaio applica ad esso la suola. Refila il bordo della suola e del guardolo e, col trincetto, incide tutt'attorno alla suola un solco a unghia, l'inetena, entro cui, sollevato uno dei lembi, per fissare la suola al guardolo realizzerà una seconda cucitura con filo impeciato. Eseguitala, riabbassa, incollandolo, il labbro dell'increna per nasconderla totalmente, poi liscia e pressa que­st'ultimo. Sulla superficie superiore del guardolo pratica quindi la marcatura.

 

PHOTO GALLERY

Cliccando sulle frecce potrete navigare tra una piccola galleria di foto dell'interno del laboratorio dove il maestro Marini crea i suoi capolavori. I muri tappezzati di modelli e il tavolo in legno dimostrano come le tecniche lavorative siano ancora totalmente manuali.

 

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